Qui sotto è riportato l’articolo pubblicato sul mensile “La Piazza” nel numero di Dicembre 2017 (Anno XIV – Numero 9) su inquinamento ed aria velenosa.

Nell’ultimo periodo passeggiare per le strade non ha più lo stesso piacere di prima, infatti quando si respira a pieni polmoni per il paese non si sente più quell’aria pulita di campagna. Noi respiriamo ininterrottamente dal nostro primo giorno fino all’ultimo. È un bisogno vitale e costante, non solo per le persone ma per tutti gli esseri viventi sulla terra. Una cattiva qualità dell’aria è una grande minaccia: nuoce alla nostra salute ed a quella dell’ambiente. La situazione è delicata ed il problema molto complesso, poiché le interazioni sono globali. Approfondiamolo un po’!

Cosa è l’aria?
L’atmosfera è la massa gassosa che circonda il pianeta, articolata in diversi strati con varie densità. Il più piccolo e basso è conosciuto come troposfera (quello dove avvengono i fenomeni atmosferici). L’aria secca è costituita da azoto (78%), ossigeno (21%) e argon (1%), oltre ad una certa quantità vi vapore d’acqua (0,1-4%). L’atmosfera contiene inoltre piccole quantità di centinaia di altre sostanze (CO2, metano, particolato, ozono, CO, ammoniaca, ossidi di zolfo, ossidi d’azoto, e altri ..) misurate in parti per milione e rilasciate in atmosfera dalle attività umane o da fonti naturali (eruzioni vulcaniche, incendi, tempeste di sabbia).

Inquinamento globale
L’inquinamento atmosferico non è un problema solo locale, ma riguarda tutto l’emisfero. Gli inquinanti prodotti in una nazione possono essere trasportati in paesi molto lontani. I gas emessi in Cina e Stati Uniti raggiungono l’Europa, e così vale il contrario, come gli inquinanti generati nelle città arrivano fino alle aree rurali circostanti. Il vento sposta queste masse d’aria contaminata, non c’è posto che si salvi, interno oppure esterno, vicino o lontano.

Qualche numero
L’inquinamento dell’aria è la 4° causa di morte dietro l’alta pressione del sangue, una dieta alimentare sbagliata ed il fumo. Nel 2012 ha infatti causato 6,5 milioni di morti nel mondo per malattie connesse. Ciò dipende dal fatto che il 92% della popolazione mondiale vive in città dove il livello d’inquinamento supera spesso i limiti di sicurezza.

Conseguenze sulla salute
I tre inquinanti che in maniera più significativa incidono sulla salute umana sono: il particolato, il biossido di azoto e l’ozono troposferico. Le particelle solide sono così piccole e leggere che restano in sospensione nell’aria, ed oltre ad entrare nei polmoni riescono a passare anche nel sangue. Esposizioni prolungate possono causare irritazione oculari e cutanee, emicranie, asma, allergie, patologie polmonari, malattie cardiovascolari, e tanti altri danni all’uomo, all’ambiente ed agli altri esseri viventi.

Ozono troposferico
L’ozono è costituito da tre atomi di ossigeno. Negli strati alti dell’atmosfera è fondamentale perché ci protegge dai raggi ultravioletti solari, ma nella troposfera (lo strato a livello del terreno) è molto pericoloso. Esso è aggressivo, corrosivo, riduce la fotosintesi, la crescita delle piante, e produce infiammazione dei polmoni, dei bronchi, e per soggetti già deboli può essere debilitante od addirittura fatale. Nella troposfera si forma come risultato di complesse reazioni chimiche, dove il metano ed il monossido di carbonio (CO) giocano un ruolo di primo piano.

Fonti d’inquinamento
Il contributo delle attività umane alla produzione di inquinanti è dovuto alla crescita demografica, l’agricoltura intensiva, la deforestazione, l’industrializzazione, la climatizzazione delle abitazioni e la diffusione dei combustibili fossili a fini energetici. Il 90% dell’ammoniaca e l’80% delle emissioni di metano provengono dalle attività agricole. Il 60% degli ossidi di zolfo è dovuto alla produzione di energia. Il 40% degli ossidi di azoto derivano dal trasporto stradale, così come il 40% del particolato. Per il 2017 si stima una crescita del 2% delle emissioni di anidride carbonica, per un totale di 41 miliardi di tonnellate di CO2 immesse in atmosfera, di cui il 60% è prodotto per il riscaldamento delle abitazioni, raggiungendo livelli record di concentrazione in atmosfera pari a 405 parti per milione (ppm), molto oltre il limite di sicurezza di 350 ppm.
È importante isolare bene le abitazioni per diminuire il consumo energetico dovuto al loro riscaldamento e le relative emissioni di CO2, ma allo stesso tempo è necessaria una politica globale poiché gli inquinanti prodotti in un paese si spostano comunque in tutto il globo. Siamo sulla stessa barca e dobbiamo lavorare sodo perché non affondi, affinché l’uomo non si avveleni stupidamente con le sue stesse mani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *