Obbligo deposito progetto impianto – DM 37/2008

Il D.M. 37/2008 come modificato dal D.L. 112 del 25/06/2008 impone l’obbligo di depositare il progetto per l’installazione, la trasformazione e l’ampliamento di tutti gli impianti nei sottoelencati casi e con le seguenti modalità.

Per l’installazione, la trasformazione e l’ampliamento di tutti gli impianti posti al servizio degli edifici (così come richiamati dall’art. 1 co. 2 lett. a, b, c, d, e, g) è redatto un progetto da un professionista iscritto negli albi professionali (nei casi indicati dall’art. 5 co. 2) oppure dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice (nei rimanenti casi art. 5 co. 1) con le modalità specificate dall’art. 7 co.2.

Questa documentazione è depositata contestualmente al progetto edilizio presso lo sportello unico per l’edilizia del comune (art. 5 co. 6) ogniqualvolta le opere di installazione, di trasformazione e di ampliamento di impianti sono connesse ad interventi edilizi subordinati a permesso di costruire ovvero a denuncia di inizio di attività (art. 11 co. 1).

Comunque l’impresa installatrice deve sempre depositare, entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori(art. 11 co. 2)., presso lo sportello unico per l’edilizia la dichiarazione di conformità ed il progetto (redatto ai sensi dell’articolo 5).

Il Decreto Legge 112 del 25/06/2008 abroga l’obbligo, in caso di trasferimento dell’immobile, di consegnare all’acquirente ed allegare al rogito la dichiarazione di conformità.

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25 Commenti a “Obbligo deposito progetto impianto – DM 37/2008”

  1. L'esperto Ing. Fratini scrive:

    Risposta a Stefania:
    La ditta ha l’obbligo di depositare la dichiarazione di conformità al Comune.
    Il committente ha l’obbligo di progettare l’adeguamento.
    La dichiarazione di conformità non è collegata ad una pratica edilizia. La CILA va fatta se ci sono opere edili di manutenzione straordinaria, se sono solo modifiche impiantistiche è sufficiente una CIL.
    La sanzione per il mancato rilascio della dichiarazione di conformità è fino a 1.000 euro (articolo 15 comma 1 del DM 37/2008). Inoltre la Camera di Commercio provvede all’irrogazione di ulteriori sanzioni.

  2. Stefania scrive:

    Buongiorno,
    in un fabbricato industriale di circa 3000 mq antecedente il ’90, con potenza impegnabile di 232 KW, è stato eseguito l’adeguamento, su richiesta dei Vigili del Fuoco, di una zona di circa 300 mq.
    La ditta installatrice ha obbligo di depositare la Di.co., completa di progetto, presso lo sportello unico del comune?
    La Di.co. è vincolata ad una pratica CILA?
    Se l’elettricista non deposita la Di.co. presso lo sportello unico, a quali sanzioni va incontro?

  3. L'esperto Ing. Fratini scrive:

    Risposta a Luca:
    Tutti i precedenti soggetti potrebbero avere documenti relativi agli impianti dell’edificio, comunque il responsabile diretto è il venditore, che è tenuto a garantire che il bene non presenti vizi e che gli impianti siano conformi alle norme in materia di sicurezza. Costui potrà pertanto essere chiamato a rispondere dei danni subiti dall’acquirente a causa della non conformità alle norme di sicurezza degli impianti in dotazione dell’immobile venduto.

  4. Luca scrive:

    Buongiorno,
    il nostro condominio ha 3 anni è di classe A. Ultimamente si sono verificate delle anomalie all’impianto di riscaldamento a pavimento. Vorremmo avere il progetto, lo schema dell’impianto realizzato, la relazione dei materiali ulilizzati di tutto il condominio.
    A chi dobbiamo fare la richiesta? Alla cooperatriva venditrice, al costruttore, al termoidraulico realizzatore dell’impianto o al progettista? Chi è obbligato a fornircelo? Grazie in anticipo!

  5. L'esperto Ing. Fratini scrive:

    Risposta a Sabino Stingone:
    La soluzione trovata dal progettista, e concordata con l’amministratore del condominio, dipende in parte da scelte tecniche, in parte dalle richieste fatte della committenza, comunque la presenza di un progetto è un valore aggiunto per la sicurezza dell’impianto.

  6. Sabino Stingone scrive:

    in un condominio con impianto elettrico realizzato anteriormente al 1990,
    (1975) è stato chiamato un professionista il quale accorpando volutamente la
    linea alimentazione luce scali (6) a quella dell’ascensore sotto un unico contatore e variando la potenza d’impegno da 6 kw a 8 kw ha elaborato un progetto obbligatorio e quindi rifacimento quasi totale dell’impianto.Dal momento che l’accorpamento delle due linee è stato voluto deliberatamente per
    rendere obbligatorio il progetto,in che modo opporsi al progettista e all’am-
    ministratore per non rendere esecutivo il progetto.Grazie per la disponibilità
    e tempestività nella risposta.Cordiamente Sabino Stingone.

  7. L'esperto Ing. Fratini scrive:

    Risposta ad Alberto:
    La ditta esecutrice è obbligata a rilasciare la dichiarazione di conformità (articolo 7 comma 1 del DM 37/2008), altrimenti può andare incontro ad una sanzione fino a 1.000 euro (articolo 15 comma 1 del DM 37/2008). Lei potrebbe comunicare l’inadempienza della ditta al Comune ed alla Camera di Commercio che provvede all’irrogazione della sanzione.
    Altrimenti può chiedere ad un altra ditta oppure ad un ingegnere abilitato (articolo 7 comma 4 del DM 37/2008) di redigere i progetti dell’impianto, eseguire il collaudo e rilasciare la dichiarazione di rispondenza.

  8. Alberto scrive:

    Buongiorno,
    nel novembre del 2012 ho iniziato la “manutenzione straordinaria” della mia casa con una CIA (spostamento tavolati interni e rifacimento impianti).
    Purtroppo l’impresa ha interrotto i lavori del 2013 dopo aver finito gli impianti ma non tutte le finiture necessarie (pitturazioni, pavimenti ecc).
    Dopo ATP, chiesta dall’impresa, che ha riconosciuto a noi un danno di 50000€ abbiamo deciso di non fare causa all’impresa.
    Ora però devo chiudere la CIA e ottenere l’agibilità. Ho quindi necessità di avere le dichiarazioni di conformità degli impianti (e i progetti) ma ovviamente l’impresa non vuole sentire ragioni. Come posso fare?
    Grazie per l’aiuto!

  9. L'esperto Ing. Fratini scrive:

    Risposta a Nico:
    Serve la dichiarazione di conformità, infatti al comma 3 dell’articolo 11 del DM 37/2008 si specifica che lo sportello unico edilizio inoltra copia della dichiarazione di conformita’ alla Camera di Commercio, che provvede ai conseguenti riscontri. Le sanzioni (articolo 15) sono a carico della ditta a cui compete tale onere (articolo 11).

  10. Nico scrive:

    Ringraziandovi per la cortese e tempestiva risposta, mi permetto di chiedervi un ulteriore specifica.
    Il deposito è sempre obbligatorio oppure la consegna del certificato di collaudo può sopperire? (Art. 11 DM 37/2008)
    In caso di sanzioni, sono a carico drlla Ditta che ha eseguito i lavori, o del proprietario dell’immobile?
    Grazie ancora per il vs. gentile supporto.
    Cordialmente

  11. L'esperto Ing. Fratini scrive:

    Risposta a Nico:
    SI. L’articolo 11 comma 1 del DM 37/2008 è molto chiaro al riguardo, la Ditta deve depositare la dichiarazione di conformità presso lo sportello unico per l’edilizia del Comune, entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori.

  12. Nico scrive:

    Chiedo scusa, specifico che la ristrutturazione è stata denunciata con modulo CILA (no SCIA). Grazie

  13. Nico scrive:

    Spettabile Studio Tecnico,
    ho appena terminato di far ristrutturare il mio appartamento ed a breve ci consegneranno le Dichiarazioni di Conformità degli impianti (elettrico, idrico, gas).
    E’ obbligatorio depositare le suddette Dichiarazioni presso lo Sportello Unico per l’edilizia da parte della Dittta che ha eseguito i lavori?
    La ristrutturazione è stata denunciata regolarmente con modulo SCIA (manutenzione straordinaria) – la potenza dell’impianto elettrico è inferiore ai 6 Kw.
    Grazie in anticipo per la vs. risposta. Saluti

  14. L'esperto Ing. Fratini scrive:

    Risposta a Federico:
    Per un appartamento residenziale con una potenza impegnata non superiore a 6 kW, il deposito al Comune del progetto non è obbligatorio.
    E’ comunque richiesto il deposito al Comune della dichiarazione di conformità (e visura camerale) da parte della ditta installatrice, ai sensi dell’articolo 11 comma 1 del DM 37/2008.

  15. federico scrive:

    Buongiorno, l’art.5 comma 2 lett. a, specifica che, il deposito allo sportello unico per l’edilizia del progetto per l’installazione, trasformazione e ampliamento è obbligatorio per tutte le utenze condominiali e per utenze domestiche di singole unità abitative aventi potenza impegnata superiore a 6 kw o per utenze domestiche di singole unità abitative di superficie superiore a 400 mq.
    Quindi nel caso dell’ampliamento di un appartamento residenziale di 100mq, per complessivi 140mq (privo di particolari caratteristiche), non è obbligatorio il deposito del progetto degli impianti?

  16. L'esperto Ing. Fratini scrive:

    Risposta a Manuela:
    Il progetto dell’impianto elettrico non serve se le modifiche apportate non variano i componenti del quadro elettrico o la sezione dei cavi dorsali, e non comportano un aumento della potenza assorbita dagli utilizzatori (luci e macchine) superiore al 10%, in questi casi è sufficiente la dichiarazione di conformità della Ditta con la pianta delle nuove luci e prese.
    Il progetto dell’impianto d’aerazione serve nel caso in cui si modifica il percorso dei canali oppure il loro diametro o anche la dimensione delle bocchette, poichè ciò comporterebbe la variazione dei parametri microclimatici inizialmente progettati.

  17. Manuela scrive:

    Buongiorno, sono un architetto e mi sto occupando di modifiche interne a un ufficio di 1.000mq.
    Tali modifiche coinvolgono in modo sostanziale la distribuzione degli ambienti non le dorsali impiantistiche (in pratica al momento si prevedono spostamenti dei punti luce e delle bocchette della climatizzazione).
    Sono comunque soggetta all’obbligo di deposito del progetto?
    Grazie e cordiali saluti.

  18. L'esperto Ing. Fratini scrive:

    Risposta a Gabriele:
    NO, è sempre obbligatorio. Infatti il comma 1 dell’articolo 11 del DM 37/2008 impone per ogni rifacimento o installazione di nuovi impianti il deposito della dichiarazione di conformità presso lo sportello unico per l’edilizia.

  19. Gabriele scrive:

    Salve.
    Una impresa esecutrice realizza un intervento di trasformazione/ampliamento dell’impianto elettrico per il quale non vi è l’obbligo di redazione del progetto da parte di un professionista. L’intervento in questione NON connesso al alcun intervento di tipo edilizio.
    Nel caso prospettato, sussiste comunque l’obbligo di deposito della Di.Co. presso lo sportello unico per l’edilizia presso il Comune?
    Esistono casi in cui, a fronte dell’obbligo di rilascio della Di.Co. da parte dell’impresa esecutrice, non vi è invece l’obbligo di deposito della Di.Co. presso il Comune? (ad es. manutenzione straordinaria, ampliamento).
    Grazie

  20. L'esperto Ing. Fratini scrive:

    Risposta a Michele:
    SI. Gli impianti elettrici ad uso non abitativo (commerciale, artigianale, industriale) di singole unità superiori ai 200 m2, o quando superano i 6 kW di potenza impegnata, necessitano del progetto firmato da un tecnico abilitato, secondo il DM 37/2008. Dover allegare il progetto alla SCIA dipende dal Comune.

  21. Michele Piantoni scrive:

    Salve,
    Dovrei fare delle modifiche interne, spostamento bagno, impianto elettrico e finiture, ad un capannone di 450 mq per vendita al pubblico di materiali elettrici, il comune mi ha richiesto una CIA asseverata, in questo caso devo allegare anche il progetto degli impianti o quello va allegato solo in caso di Permesso di costruire o DIA/SCIA?
    Grazie
    Michele

  22. L'esperto scrive:

    Risposta a Manlio Iadanza:
    Ai sensi del DM 37/2008 i singoli impianti non necessitano del progetto, ma la dorsale costituita dal cavedio che rifornisce le singole utenze deve essere progettata in conformità alle norme UNI.

    Esiste un problema: la delibera 40/2004, precedente al DM 37/2008 non è stata modificata, ed obbliga la redazione del progetto per impianti rete gas con potenza superiore a 34,8 kW. L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha inoltre pubblicato sul sito web una nota di chiarimento in merito, specificando che in attesa della pronuncia del Consiglio di Stato la deliberazione n. 40/04 rimane in vigore a tutti gli effetti.

  23. Manlio Iadanza scrive:

    Un progettista e D.L. di un fabbricato in cui sono stati realizzati impianti termici e gas di potenza globale inferiore ai 50 KW per ogni appartamento ha qualche responsabilità circa la loro correttezza esecutiva atteso che gli stessi sono stati realizzati e certificati da ditta specializzata con regolare Dichiarazione di Conformità ???

  24. L'esperto scrive:

    Risposta a Pietro Adamo:
    Appunti:
    - il progetto dovrebbe essere possibile richiederlo direttamente al Genio Civile (Legge 241/1990 – Diritto accesso atti amministrativi) essendo Lei giustamente motivato a conoscere quelle informazioni;
    - dal progetto può verificare la correttezza della progettazione, dei cui errori è responsabile il progettista;
    - l’esecuzione come da progetto è un altro discorso, la cui responsabilità è del direttore dei lavori e del costruttore;

    Suggerimenti:
    - Reperisca la documentazione al Genio civile e controlli l’adeguatezza della progettazione;
    - Per quanto riguarda l’esecuzione, faccia fare una dichiarazione dal costruttore sulla conformità delle opere alle regole tecniche di costruzione (Legge 1086/1971, Legge 64/1974, ecc..);
    - Reperisca le dichiarazioni di conformità degli impianti e la certificazione energetica dell’immobile, che il costruttore è obbligato a fornirLe;
    - Si faccia dare la copia della Licenza di costruire e il Certificato di Agibilità dal Costruttore;
    - Ulteriore documentazione può essere trovata nell’archivio del Comune di competenza.

  25. pietro adamo scrive:

    A breve devo sottoscrivere un rogito per acquisto appartamento con sottotetto, in nuova costruzione, messi in comunicazione tramite foro scala (m.0,86×3,82) eseguito dalla società costruttrice dopo l’approvazione del progetto. Avendo perplessità sulla sicurezza della sua realizzazione, ho interpellato un mio ing. di fiducia che, da circa 2 mesi, ha richiesto “Copia progetto esecutivo strutturale vistato dal Genio civile” alla ditta, che si rifiuta di esibirlo. Il mio notaio, pur di fare il rogito, si accontenta di una “dichiarazione di conformita” su carta semplice del Direttore e progettista dei lavori della stessa Impresa costruttrice. Poiché ciò mi pare chiedere all’oste una “dichiarazione” sulla bontà del proprio vino, gradirei un vostro urgente riscontro supportato, cortesemente, da citazioni di Norme in materia. Grazie e distinti saluti. Pietro adamo

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