20/03/2014

Tali impianti sono richiesti dalle norme di prevenzione incendi per le attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco ed appartengono alla categoria dei sistemi di protezione attiva. Le reti di idranti sono installate allo scopo di fornire acqua in quantità adeguata per combattere, tramite gli idranti ed i naspi ad esse collegati, l’incendio di maggiore entità ragionevolmente prevedibile nell’area protetta.

Gli impianti devono essere progettati e realizzati a regola d’arte, nel rispetto di tutte le disposizioni di legge e le norme tecniche. La normativa di riferimento è la UNI 10779/2007.

Le reti di idranti comprendono i seguenti componenti principali:

– alimentazione idrica;

– rete di tubazioni fisse;

– attacchi di mandata per autopompa;

– valvole di intercettazione;

– idranti e/o naspi.

Gli idranti a colonna soprasuolo devono essere conformi alla UNI EN 14384. Per ciascun idrante deve essere prevista, secondo le necessità di utilizzo, una o più tubazioni flessibili di DN 70 conformi alla UNI 9487 complete di raccordi UNI 804, lancia di erogazione e con le chiavi di manovra indispensabili all’uso dell’idrante stesso.

Gli idranti a muro devono essere conformi alla UNI EN 671-2 e le attrezzature devono

essere permanentemente collegate alla valvola di intercettazione.

I naspi devono essere conformi alla UNI EN 671-1.

Attacchi con girello UNI 804 protetti contro l’ingresso di corpi estranei nel sistema a mezzo di tappo maschio, filettato secondo UNI 810, e sagomato in modo da poter essere rimosso con chiave unificata UNI 814.

Le tubazioni flessibili di diametro DN 45 devono essere conformi alla UNI EN 14540. Le tubazioni flessibili di diametro DN 70 devono essere conformi alla UNI 9487.

Le tubazioni semirigide devono essere conformi alla UNI EN 694.

Per la manutenzione e la prova delle alimentazioni idriche delle reti idranti con alimentazioni dedicate si applica la norma UNI EN 12845.

La manutenzione di naspi ed idranti a muro deve essere svolta con la frequenza prevista dalle disposizioni normative e comunque almeno due volte all’anno, in conformità alla UNI EN 671-3 ed alle istruzioni contenute nel manuale d’uso che deve essere predisposto dal fornitore dell’impianto.

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