Silenzio assenso condono 2003

Legge 326/2003 (condono 2003) articolo 32 comma 37 prevede la formazione del silenzio-assenso, con effetti equivalenti alla sanatoria, trascorsi 24 mesi dalla data del 30 giugno 2005. È comunque necessario aver depositato entro il 30/09/2004 tutti i necessari allegati e documenti alla domanda di condono, quali:
– pagamento degli oneri di concessione;
– presentazione della documentazione di cui al comma 35;
– denuncia in catasto;
– denuncia ai fini dell’imposta comunale degli immobili;
– denunce ai fini della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e per l’occupazione del suolo pubblico (ove dovute).
Per la formazione del silenzio-assenso, nel caso di immobili soggetti a tutela, occorre il decorso del termine di 24 mesi dalla data di emanazione del parere favorevole da parte dell’autorità preposta alla tutela.
Per quanto concerne l’ambito oggettivo di applicazione, la Corte Costituzionale ha fatto salva la possibilità per le leggi regionali di determinare limiti volumetrici sanabili in misura inferiore a quelli previsti dalla norma statale.
Se nei termini previsti l’oblazione dovuta non è stata interamente corrisposta o è stata determinata in forma dolosamente inesatta, le costruzioni realizzate senza titolo abilitativo edilizio sono assoggettate alle sanzioni richiamate all’articolo 40 della Legge 47/1985, e all’articolo 48 del DPR 380/2001.

Detrazione del 55% in dieci anni

La detrazione fiscale del 55% dall’imposta lorda, introdotta in forza della Legge 296/2006 (Finanziaria 2007), per lavori di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente (commi 344-349), prorogata fino al 31/12/2010 con il comma 20 articolo 1 della Legge 244/2007 (Finanziaria 2008), è nuovamente prolungata fino al 31/12/2011 con la bozza della Legge di Stabilità 2011.

Per accedere alle detrazioni è necessario rispettare i più restrittivi valori limite (rispetto il DLgs 192/2005) della trasmittanza termica specificati nel DM 11/03/2008 e modificati dal DM 26/01/2010, e seguire la procedura indicata dal DM 19-02-2007 coordinato con DM 26-10-2007 e DM 07-04-2008 e DM 06-08-2009.

La metodologia per la certificazione energetica degli edifici è indicata dal DLgs 192/2005 come modificato dal DM 311/2006, coordinato con la Legge 133/2008, il DPR 59/2009, il DM 26/06/2009, il DLgs 56/2010.

La detrazione dovrà essere spalmata su dieci anni anziché su cinque. Non cambiano invece i tetti di spesa, le percentuali di detrazione e gli interventi ammessi.

Comunicazioni per manutenzioni straordinarie

Per interventi di manutenzione straordinaria che non riguardano le parti strutturali degli edifici è possibile effettuare una Comunicazione al comune (Comunicazioni per manutenzioni straordinarie).

Infatti la Legge 73/2010 di conversione del Decreto-Legge 40/2010 modifica l’articolo 6 del DPR 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia) e consente di eseguire un intervento di manutenzione straordinaria inviando al Comune, prima di aprire il cantiere, una Comunicazione corredata di relazione tecnica e progetto firmati da un progettista abilitato; non è necessario aspettare 30 giorni prima di iniziare i lavori.

La Comunicazione deve avere i seguenti allegati:
– autorizzazioni eventualmente obbligatorie;
– dati identificativi dell’impresa edile;
– dichiarazione del tecnico di non avere rapporti di dipendenza con l’impresa né con il committente.

Il tecnico assevera, sotto la propria responsabilità, la conformità dei lavori agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo.

Chi non presenta la Comunicazione di inizio dei lavori rischia una sanzione pecuniaria di 258,00 euro, ridotta di due terzi se la comunicazione è fatta spontaneamente quando i lavori sono in corso.

Alcune degli interventi edilizi che rientrano in questa Comunicazione di inizio lavori sono:
– le opere temporanee;
– le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni;
– le aree ludiche e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.

Obbligo Fonti rinnovabili 2011

Il comma 289 dell’articolo 1 della legge 244/2007 (Finanziaria 2008) vincolava i regolamenti edilizi a prevedere, ai fini del rilascio del permesso di costruire per gli edifici di nuova costruzione, l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il comma 1-octies dell’articolo 29 della Legge di conversione 14/2009 del DL 207/2008 (Milleproroghe) posticipa al 01/01/ 2010 la scadenza del 01/01/2009 entro la quale i regolamenti edilizi comunali avrebbero dovuto vincolare il rilascio del permesso di costruire, per gli edifici di nuova costruzione, all’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. La legge di conversione del DL 194/2009 (Milleproroghe) differisce nuovamente dal 01/01/2010 al 01/01/2011 la scadenza entro la quale il permesso di costruire per i nuovi edifici è subordinato all’installazione di impianti da fonti rinnovabili (Obbligo Fonti rinnovabili 2011).

Una bozza di Decreto Legislativo del Consiglio dei Ministri sulla promozione delle fonti rinnovabili, attuativo della Direttiva 2009/28/CE, che definisce gli strumenti, gli incentivi e le norme per il raggiungimento degli obiettivi al 2020 in materia di sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, ritorna sull’argomento.

L’articolo 9 di questo provvedimento disciplina l’obbligo di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici. Nelle nuove costruzioni e negli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazioni rilevanti dovranno essere utilizzate fonti rinnovabili per soddisfare i consumi di calore, elettricità e per il raffrescamento secondo le seguenti percentuali:
a) il 20% quando la richiesta del titolo edilizio è presentata entro il primo anno successivo alla data di entrata in vigore del decreto legislativo;
b) il 30% quando la richiesta del titolo edilizio è presentata entro l’anno successivo a quello indicato alla lettera a);
c) il 40% quando il titolo edilizio è rilasciato entro l’anno successivo all’anno indicato alla lettera b);
d) il 50% quando il titolo edilizio è rilasciato entro l’anno successivo all’anno indicato alla lettera c).