La norma CEI 64-8/7 di giugno 2012 sugli impianti elettrici per applicazioni particolari indica speciali criteri per i locali ad uso medico. I locali ad uso medico son quelli destinati a scopi diagnostici, terapeutici, chirurgici, di sorveglianza o di riabilitazione dei pazienti (inclusi i trattamenti estetici). In quelli del gruppo 1 sono gli apparecchi elettromedicali sono destinati ad essere utilizzati nel modo seguente: esternamente, oppure invasivamente entro qualsiasi parte del corpo (ad eccezione della zona cardiaca). Tra i locali del gruppo 1 ci sono gli studi dentistici, odontotecnici, odontoiatri, gli ambulatori, gli studi medici, i centri diagnostici, ecc.. . L’impianto elettrico per locali ad uso medico deve rispettare i seguenti requisiti supplementari:
– Tensione di contatto limite (UL) ammessa di 25 V
– Massa estranea con una resistenza di terra R minore di 200 ohm nei locali di gruppo 1
– Zona paziente con protezione equipotenziale (tutte le posizioni della sedia)
– Nei sistemi TT deve essere soddisfatta la relazione: RE ・ Idn ≤ 25
– Interruttori differenziali tipo A da 30 mA per i soli circuiti terminali di prese a spina
– Se è presente un UPS trifase servono interruttori differenziali di tipo B
– Collegamenti equipotenziali supplementari negli ambienti a maggior rischio elettrico
– Equipotenzializzazione della zona paziente tramite collegamento al nodo equipotenziale locale delle masse e delle masse estranee
– Sub nodo solo per prese e tubi metallici, massimo 2 elementi
– I conduttori equipotenziali che collegano le masse estranee al nodo equipotenziale devono avere una sezione non inferiore a 6 mm2
– I conduttori che collegano le masse al nodo equipotenziale sono conduttori di protezione (PE) e la loro sezione deve essere stabilita con i criteri indicati dalla norma generale, ossia deve essere almeno uguale a quella dei conduttori di fase
– I conduttori di terra nel nodo devono essere singolarmente scollegabili e chiaramente identificabili
– Condutture: le condutture installate all’interno del locale devono essere destinate esclusivamente all’alimentazione degli apparecchi elettrici e dei loro accessori presenti nel locale stesso (in pratica in questi locali non possono transitare condutture che alimentano apparecchiature poste in altri locali)

Gli elementi da collegare al nodo equipotenziale sono:
– Le masse delle apparecchiature elettriche
– Le masse estranee (tubazioni metalliche dell’acqua calda/fredda, scarichi, ossigeno, gas medicali, condizionamento, strutture portanti del cartongesso, infissi metallici escluse le parti mobili quali le ante di porte e finestre) che si trovano o possono entrare, durante il loro uso, nella zona paziente, comprese quelle installate ad altezza superiore a 2,5 m (apparecchio scialitico)
– I conduttori di protezione degli apparecchi
– I contatti di terra di tutte le prese del locale, in quanto possono alimentare apparecchi che potrebbero entrare nella zona paziente
– I ferri di armatura del cemento armato del locale, quando possibile
– L’eventuale schermo metallico posto tra gli avvolgimenti del trasformatore di isolamento medicale
– Gli eventuali schermi metallici destinati alla riduzione dei campi elettromagnetici
– Le eventuali griglie conduttrici poste sotto il pavimento
– I tavoli operatori a posa fissa e non elettrici a meno che essi non siano destinati ad essere isolati da terra Ci sono alcune attività che richiedono l’installazione di una rete di idranti come misura obbligatoria di prevenzione incendi.

2 Comments

  • Pasquale PAPAPPICCO

    Quanto ben descritto sopra vale anche per locali medici di GRUPPO 0 (MEDICO DI BASE – PRIVO DI APPARECCHI ELETTROMEDICALI) ? VA PROGETTATO DA TECNICO ISCRITTO ALL’ALBO ?

    IN PRESENZA DI DIPENDENTI, LA VERIFICA DI LEGGE (DPR 460/01) HA CADENZA BIENNALE?

    GRAZIE E CORDIALI SALUTI

    Per. Ind. Pasquale Papappicco

    • Risposta a Pasquale:
      Gli impianti elettrici dei locali medici devono essere progettati da un tecnico iscritto all’albo, così come tutti i locali aperti al pubblico, proprio per garantire la massima sicurezza alle persone.
      La verifica dell’impianto di terra per i locali medici è eseguita ogni 2 anni ai sensi dell’articolo 4 comma 1 e dell’articolo 6 comma 1 del DPR 462/2001.

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