Qui sotto è riportato l’articolo pubblicato sul mensile “La Piazza” nel numero di Gennaio 2015 (Anno XII – Numero 1), consultabile in questa pagina web.
Sembra quasi un’utopia il nuovo ponte degli Arci, di cui si parla dall’anno 2006, e che avrebbe risparmiato gli enormi disagi, alla viabilità della via Empolitana e di quella castellana, causati dalla crepa strutturale che si è prodotta sull’arco più piccolo degli Arci, un maestoso resto dell’acquedotto romano Marcio dell’anno 140 avanti Cristo. E mentre le nostre strade crollano dopo una settimana (ne è un esempio la statale 121 Agrigento-Palermo), le costruzioni romane diventano quasi immortali nonostante le intemperie meteorologiche (pioggia e neve), le vicissitudini geomorfologiche (i terremoti), e le vessazioni prodotte dai comportamenti umani che invece di tutelare e valorizzare i beni artistici ed archeologici, di cui fortunatamente è ricca l’Italia, in questo caso li usano quasi come caselli autostradali; allora è una vera sorpresa che dopo essere stati soggetti ad un traffico veicolare così elevato (circa 5.000 autovetture al giorno), gli archi degli Arci non siano ancora crollati provocando incidenti estremamente pericolosi.

Cosa è successo all’arco?
Il secondo arco degli Arci posto sulla via Empolitana, sotto il quale si passa per raggiungere il comune di Tivoli, e che appartiene ai ruderi dell’antico acquedotto romano denominato “Marcio”, risalente al 140 a.C., ha subito una grave crepa strutturale su una buona parte della volta.

Cosa ha causato la crepa?
Non è chiaro cosa abbia causato l’insorgere improvviso di questa larga fessura strutturale, che ha creato così tanti disagi per la viabilità stradale, ma si ipotizza possa essere stato un urto con qualche mezzo molto pesante.

Il danno è stato riparato?
La ditta Cipriani ha eseguito (tra il 24/12/2014 ed il 05/01/2015) la messa in sicurezza dell’arco dell’acquedotto Marcio (il più piccolo dei due), realizzando una struttura in acciaio costituita da due pilastri che si raccordano sulla sommità con delle travi orizzontali, alle quali è ancorato un sistema di catene che sostiene ogni singolo concio (blocco di pietra squadrato) in tufo della volta dell’arco.

Non era già successo?
Si. Già nel maggio 2012 il traffico veicolare verso Tivoli era stato interrotto per la caduta di un masso dai resti degli acquedotti romani, e soltanto dopo 4 giorni era stato riaperto al transito delle autovetture, con gli estremi disagi per i pendolari della zona che abbiamo rivissuto sotto queste vacanze di Natale.

Non era previsto un nuovo ponte?
Si. La storia del ponte degli Arci è quasi un odissea. Nel marzo 2004 si inizia a parlarne all’interno del progetto definitivo della “Città dello Sport” pensata vicino all’attuale Stadio comunale degli Arci, realizzata con fondi di un Prusst privato che prevedeva piscine, campi sportivi polivalenti, parcheggi, un anfiteatro, un albergo e una struttura sanitaria specializzata, ed inoltre la realizzazione da parte del privato del raddoppio del Ponte degli Arci.
Nel febbraio 2006 l’Assessore provinciale Piero Ambrosi presenta una proposta per la modifica dell’attuale tracciato della via Empolitana, realizzando un nuovo ponte a doppio senso di marcia che si ricongiungerà al vecchio tracciato della strada dopo i due archi dell’acquedotto, con svincoli di conversione ed una rotatoria, mentre gli archi sarebbero stati inseriti in un mini parco archeologico organizzato con percorsi pedonali e aree di sosta, riacquistando un elevato valore artistico e archeologico.
Nel giugno 2009 la giunta provinciale di Zingaretti approva il progetto preliminare per la costruzione del nuovo ponte sulla Via Empolitana, prevedendo un investimento di 3,9 milioni di euro per realizzare un ponte lungo circa 150 metri e largo 14, che comprende 2 corsie da 3,5 m per ogni senso di marcia, banchine e larghi marciapiedi, con la determinazione da parte del sindaco ci Tivoli di aprire i cantiere entro l’inverno.
Il nuovo ponte degli Arci è inserito nel più grande progetto della Galleria di Monte Ripoli tra la curva dei Regressi ed il piazzale Saragat, per questo nel corso del 2009 la Regione Lazio ha stanziato 20 milioni di euro per la realizzazione del primo stralcio dell’intervento e la Provincia di Roma lo ha inserito nel piano triennale delle opere pubbliche 2009-2011 con un ulteriore stanziamento di 5 milioni, infine l’amministrazione comunale di Tivoli ha concluso la procedura per la gara relativa alla progettazione definitiva dell’opera, finanziata con 750.000 euro.
A questo punto alcuni di questi soldi saranno già stati spesi, ma il nuovo ponte degli Arci vedrà mai la luce? Questa è una domanda da un milione di euro!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *