Nuova UNI 11137

È entrata in vigore il 30/10/2019 la nuova norma UNI 11137:2019 sugli impianti a gas per uso civile che definisce nuovi criteri per la verifica e il ripristino della tenuta di impianti interni con prescrizioni generali e requisiti per i gas della II e III famiglia. La norma si applica agli impianti civili esistenti (da attivare, da riattivare oppure in servizio), alimentati con gas combustibili della II famiglia (Gas naturale) o della III famiglia (GPL), così come definiti nella UNI EN 437.

La UNI 11137 definisce i requisiti di tenuta degli impianti interni ed i limiti di accettabilità di eventuali dispersioni, le circostanze in cui occorre effettuare la verifica dei requisiti di tenuta, le modalità di esecuzione della verifica dei requisiti di tenuta, le metodologie per determinare il valore di dispersione, i criteri che consentono di attestare l’idoneità o la non idoneità dei requisiti di tenuta per il funzionamento dell’impianto interno; le possibili modalità di ripristino dei requisiti di tenuta

La precedente norma sostituita è la UNI 11137:2012.

Porte esterne tagliafuoco marcatura CE

Porte esterne tagliafuoco marcatura CE. La UNI EN 16034:2014 obbliga dal 02/11/2019 il regime di marcatura CE per le porte esterne pedonali, per le porte e per i cancelli industriali resistenti al fuoco. È infatti terminato il periodo transitorio nel qual era possibile l’omologazione prevista dal DM 21/06/2004. Tutti i manufatti ricadenti nell’ambito d’applicazione delle seguenti norme armonizzate devono avere la marcatura CE.

  • UNI EN 14351-1:2006+A2:2016 “Finestre e porte esterne pedonali” (norma di prodotto);
  • UNI EN 13241:2003+A2:2016 “Porte e cancelli industriali, commerciali e da garage” (norma di prodotto).

Per le porte interni resistenti al fuoco e/o tenuta ai fumi resta efficace il regime di omologazione del DM 21/06/2004. La definizione contenuta nella norma terminologica UNI EN 12519:2005 specifica che per porte esterne si intende “una porta che divide l’esterno dall’interno dell’edificio, indipendentemente che gli ambienti siano riscaldati o meno”.

Scadenze asili nido

Scadenze asili nido riguardo gli adeguamenti di prevenzione incendi. L’articolo 4-bis del DL 59/2019 sulle misure urgenti in materia di normativa antincendio negli edifici scolastici, modifica i commi 2 e 2-bis dell’articolo 4 del DL 244/2016, prevedendo una nuova proroga dei termini. Infatti il termine per l’adeguamento alla normativa antincendio per gli edifici ed i locali adibiti ad asilo nido, per i quali non si sia ancora provveduto, è fissato al 31/12/2019.

Gli adeguamenti delle scuole non a norma possono essere progettati con la vecchia normativa prescrittiva (DM 16/07/2014), oppure con il nuovo codice prestazionale (DM 03/08/2015) insieme alla corrispondente regola tecnica verticale (DM 07/08/2017).

Codice antincendio diventa obbligatorio

Il nuovo codice antincendio diventa obbligatorio. Il DM 95/2019 ha modificato il DM 03/08/2015 (nuovo codice di prevenzione incendi) eliminando dal 20/10/2019 il periodo transitorio (circa 4 anni) di applicazione volontaria del codice, durante la quale era possibile progettare le attività antincendio con la vecchia norma (DM 10/03/1998) oppure con la nuova (DM 03/08/2015). È stato inoltre ampliato il campo d’applicazione del nuovo codice alle attività n. 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 69 (locali adibiti ad esposizione e vendita), 72 (edifici destinati a musei, gallerie, biblioteche) e 73 del DPR 151/2011.

Il nuovo codice diventa quindi obbligatorio per tutte quelle attività di nuova realizzazione che non sono normate. Negli interventi di modifica di attività esistenti (dotati di precedenti autorizzazioni) possono essere ancora applicati i vecchi criteri generali (DM 10/03/1998). Infine il codice resta una possibilità per quelle attività normate che hanno la loro regola tecnica verticale (RTV).

Elenco RTV 2019

Il Codice di Prevenzione incendi definito con il DM 03/08/2015 introduce un nuovo approccio per la prevenzione incendi che risulta più flessibile e moderno rispetto a quello prescrittivo precedente, lasciando maggiori possibilità di scelta per il professionista. Le regole tecniche verticali sinora approvate sono:

  • V.4 Uffici (introdotta con D.M. 8/6/2016)
  • V.4 Uffici (introdotta con D.M. 8/6/2016)
  • V.5 Alberghi (introdotta con D.M. 9/8/2016)
  • V.6 Autorimesse (introdotta con D.M. 21/2/2017)
  • V.7 Attività scolastiche (introdotta con D.M. 7/8/2017)
  • V.8 Attività commerciali (D.M. 23/11/2018)

Impianti di rilevazione d’incendio sulla rete IP

La distribuzione dell’impianto di rivelazione incendi connesso sulla normale rete IP non è conforme alla normativa tecnica vigente e non permette di certificare l’impianto. Infatti le connessioni del sistema di rivelazione dell’incendio devono essere realizzate con cavi resistenti al fuoco, a bassa emissione di fumo, zero alogeni (LSOH) e non propaganti l’incendio, come richiesto dal punto 7.1 della UNI 9795:2013.

Inoltre i componenti devono rispettare le seguenti norme di riferimento:

  • I componenti devono essere conformi alla UNI EN 54-1 e compatibili (UNI EN 54-13).
  • I rivelatori puntiformi di calore devono essere conformi alla UNI EN 54-5.
  • I rivelatori puntiformi di fumo devono essere conformi alla UNI EN 54-7.
  • La centralina d’allarme d’incendio deve essere conforme alla UNI EN 54-2.
  • I dispositivi di allarme ottici ed acustici devono essere conformi alla UNI EN 54-3 – ed alla UNI EN 54-23.
  • L’apparecchiatura di alimentazione è in conformità alla UNI EN 54-4.
  • I dispositivi di isolamento conformi alla UNI EN 54-17.
  • I rivelatori ottici lineari di fumo conformi alla UNI EN 54-12.
  • I dispositivi di allarme acustici e luminosi devono inoltre essere conformi alla UNI EN 54-2.

Questi accorgimenti permettono di avere un impianto d’allarme d’incendio indipendente, con alimentazione sussidiaria, cavi resistenti alle condizioni d’utilizzo (alte temperature), a prova di guasto (ad anello chiuso) ed affidabile in ogni situazione.

RTV attività commerciali

Il Ministero dell’Interno ha approvato con il Decreto del 23/11/2018 la RTV attività commerciali (regola tecnica verticale per negozi) con superficie lorda superiore a 400 mq compresi i servizi, i depositi e gli spazi comuni coperti. Tali disposizioni sono alternative al DM 27/07/2010 le quali sono di tipo prescrittivo.

La RTV si applica a negozi, supermercati e centri commerciali e prevede le misure di prevenzione in funzione della superficie complessiva e del numero dei piani, con e protezioni via via più stringenti al crescere dei metri quadri e delle aree a maggior rischio.

Il Ministero dell’Interno ha approvato con il Decreto del 23/11/2018 la Regola tecnica verticale per le attività commerciali (negozi) con superficie lorda superiore a 400 mq compresi i servizi, i depositi e gli spazi comuni coperti. Tali disposizioni sono alternative al DM 27/07/2010 le quali sono di tipo prescrittivo. La RTV si applica a negozi, supermercati e centri commerciali e prevede le misure di prevenzione in funzione della superficie complessiva e del numero dei piani, con e protezioni via via più stringenti al crescere dei metri quadri e delle aree a maggior rischio.

Regole autorimessa

Regole autorimessa. In tutte le autorimesse devono essere rispettate le norme di prevenzione incendi ai sensi del DM 01/02/1986, che vieta di:
– sostare gli autoveicoli sulle corsie e sulla rampe;
– eseguire operazioni che producono scintille;
– effettuare operazioni di taglio ;
– usare fiamme libere;
– depositare sostanze infiammabili o combustibili;
– eseguire riparazioni o prove di motori;
– parcheggiare autoveicoli con perdita anormale di carburanti o lubrificanti;
– fumare.
In genere è possibile parcheggiare solo un autoveicolo per ogni box; non è consentito utilizzare i locali per altre attività che non siano la semplice sosta dei mezzi; non possono essere depositati materiali combustibili (carta, legno, plastica, gomma, ecc..) all’interno dei box o dell’autorimessa.

Box esterni

I box esterni per le autovetture, cioè i garage con accesso diretto da spazio a cielo libero, devono rispettare le norme di sicurezza antincendio del titolo 2 (anziché quelle più severe del titolo 3) del DM 01/02/1986, come specificato al punto 1.2.0, valido anche per le autorimesse con numero di autoveicoli non superiore a 9.
Il punto 2.1 richiede che la parete di suddivisione interna in box deve essere realizzata con strutture almeno del tipo REI 30. Inoltre ogni box deve disporre di superfici d’aerazione realizzate con aperture permanenti, in alto ed in basso, con area non inferiore ad 1/100 di quella in pianta.
Le autorimesse miste o isolate, a box affacciantisi su spazio a cielo libero, non sono soggetti ai controlli di prevenzione incendi dei Vigili del Fuoco (Lettera Circolare n. 1800/4108 del 1/2/1988).